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Cristina e Vincenzo


Nasco a Roma nel 1967 e fin da bambina provo curiosità per quel giocattolo di metallo che era la macchina fotografica di mio padre, ovviamente fotografo.
Grazie ai numerosi viaggi effettuati insieme alla mia famiglia e al mio bellissimo bambino, ho scattato e scattato riportando a casa immagini indimenticabili descriventi momenti bellissimi e ricordi indelebili. Quell’istante è destinato a finire, ma il ricordo durerà per sempre. 
Dalla Yashica analogica alla digitale il passaggio non è stato semplice, complice il desiderio di imparare ad usare la reflex con cognizione di causa e assolutamente in manuale, ho iniziato a frequentare corsi di fotografia. Dopo un iniziale scetticismo, ho scoperto un nuovo mondo altrettanto affascinante con tecnologie capaci se usate opportunamente, di seguitare a far vivere emozioni altrettanto forti.
Amo la fotografia in tutte le sue discipline, dal ritratto alla paesaggistica. Ho scoperto un mondo nuovo, elettrizzante nello scattare durante i concerti, con le luci che non ti aiutano e tu sei li ad aspettare il momento giusto per immortalare un’espressione, un gesto, un capriccio.
L’empatia che si crea con la modella durante uno shooting, il guardare oltre, l’entrare in sintonia con il soggetto che stai fotografando è fondamentale al fine di portarti a casa degli scatti degni di nota.
Devo molto ad alcuni amici e ai miei insegnanti di fotografia che hanno saputo accrescere il desiderio di mostrare e dimostrare sempre di più quanto sia fantastica e soddisfacente la riuscita di uno scatto.
Il mio pensiero è che la fotografia nasca soprattutto dal cuore, dalla passione che poi trasmette agli occhi che permettono di catturare ogni singolo attimo irripetibile.

Dieci fotografi di fronte allo stesso soggetto producono dieci immagini diverse, perché, se è vero che la fotografia traduce il reale, esso si rivela secondo l’occhio di chi guarda.” 
Gisele Freund

Ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta: se la devi spiegare non è venuta bene.
-Ansel Adams

Nasco a Livorno nel 1971 da mamma ballerina e papà dirigente di grandi aziende, crescendo tra arte e regole di marketing.
Già nei primi anni ho cominciato a giocare con le macchine fotografiche di casa distruggendo  a 4 anni una reflex zenith degli anni 60 e all’età della consapevolezza, un Leica con obiettivo 35 mm, la regina delle macchine fotografiche di quegl’anni.
Ho sempre desiderato poggiare l’occhio dietro a quel simpatico mirino e stravolgere i canoni oggettivi dell’immagine. La bellezza dello scatto e’ la creazione immortale della personale prospettiva sul mondo.
Nel corso degli anni la fotografia è diventata non solo una passione, ma un lavoro, affascinato dalla costruzione della realtà con le immagini che soggettivamente racconto. Questo mi ha consentito di approfondire non solo la tecnica dello scatto, ma anche il processo di comunicazione che da esso ne deriva.